Una vettura incredibile, frutto del genio ingegneristico italiano, spesso rimasto in parte sconosciuto.
Questo primo prototipo viene sviluppato da Franco De Paoli, fondatore dell’omonima scuderia, presso suo il Personal Car Center di Buccinasco nel 1985.
La vettura viene progettata da zero per competere nella durissima Parigi – Dakar: vengono prese in considerazione caratteristiche fondamentali come affidabilità, peso ridotto, accessibilità, facilità di intervento, comfort e guidabilità. Viene utilizzato un telaio di derivazione Range Rover con sbalzo posteriore ridotto e rinforzi nei punti di attacco delle sospensioni; l’assale rigido è stato mantenuto aggiungendo puntine e una barra Panhard anche sul ponte posteriore. È stato installato un rollbar integrato per proteggere l’abitacolo. La carrozzeria in fibra di vetro e kevlar è imbullonata al telaio con tamponi in gomma per assorbire gli urti; i cofani anteriore e posteriore sono progettati per facilitare l’accesso alle parti meccaniche in caso di guasto e incidente; i sedili sono anatomici Sparco. Il motore è il classico Rover V8 da 3500 cc potenziato a 230 CV a 5400 giri/min. La posizione del motore ha permesso una distribuzione del peso del 50% su entrambi gli assi. La velocità massima è prossima ai 200 km/h. L’alimentazione, lo scarico e la trasmissione (inclusi cambio, frizione, alberi di trasmissione e giunti) sono stati ampiamente modificati. Il sistema di raffreddamento è stato potenziato con un nuovo scambiatore di calore che consente di ottenere una corretta temperatura dell’olio motore/cambio in tutte le condizioni. L’innovazione più importante è il sistema di sospensioni pneumatiche autolivellanti progettato dallo stesso De’ Paoli. Quattro molle ad aria sostituiscono le molle elicoidali e sono collegate a un circuito di potenza controllato dal navigatore. Un elettrocompressore fornisce aria nella quantità e pressione desiderate; ogni asse è dotato di un livellatore che determina il carico e lo scarico dell’aria nel sistema in base all’assetto della vettura. Tramite un comando sul cruscotto, il navigatore interviene manualmente se si desidera modificare l’assetto. Dietro i sedili è alloggiato un serbatoio da 450 litri che consente un’autonomia di oltre 1000 km sulla base di un consumo di 20/30 litri ogni 100 km. Il costo all’epoca raggiunse i 200 milioni di lire full optional. Il primo prototipo partecipò alla Parigi Dakar nel 1986; al suo ritorno, De’ Paoli apportò alcune modifiche aggiungendo portiere in fibra di vetro, un nuovo cruscotto e un nuovo cofano anteriore e partecipò al Rally dell’Atlante e alla Parigi Dakar nel 1987 con questa nuova versione aggiornata (prototipo 2). In totale, vennero prodotti 4 prototipi. Dopo la Dakar, l’auto venne venduta a un francese. L’attuale proprietario la acquistò dal secondo proprietario e iniziò un restauro approfondito per riportarla al suo antico splendore con l’aiuto di Franco De Paoli; durante il processo, totalmente documentato, la vettura venne completamente smontata e riassemblata, ogni dettagli ripristinato e portato alle condizioni della partecipazione alla prima Parigi – Dakar del 1986.
Un incredibile pezzo di storia italiana per veri appassionati e collezionisti, ma allo stesso tempo un oggetto in grado di regalare emozioni oggi come all’epoca sul terreno di gara.
La vettura è visibile esclusivamente su appuntamento nella nostra sede. Grazie alla nostra Officina di assistenza tecnica e restauro è possibile ispezionarla con i nostri professionisti, che potranno fornire qualunque dettaglio tecnico.
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